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Don Giacinto Venerabile

 
 

DON GIACINTO BIANCHI VENERABILE

Dopo quasi un secolo dalla sua morte, il 6 dicembre 2008 la Chiesa ha proclamato l'eroicità delle virtù di don Giacinto Bianchi, missionario apostolico e fondatore delle Figlie di Maria Missionarie.
Era l'11 febbraio 1914 quando si concludeva la vita terrena di questo generoso sacerdote, nato il 15 agosto 1835 a Villa Pasquali, piccolo centro agricolo della Bassa mantovana in diocesi di Cremona. Primogenito di una numerosa famiglia contadina, sorsero ben presto in lui la vocazione al sacerdozio e il desiderio di diventare missionario. Superò le difficoltà legate alla condizione economica della famiglia e all'età di 17 anni entrò nel seminario diocesano di Cremona. Ordinato sacerdote il 29 maggio 1858, per alcuni anni svolse il suo ministero nei paesi limitrofi a Villa Pasquali e tentò di iniziare un'opera, la Casa di Lavoro per donne, che verrà ostacolata e fatta chiudere dagli anticlericali.
È costretto ad abbandonare la sua diocesi e a rifugiarsi a Genova, dove viene accolto dal grande maestro di ascetica don Giuseppe Frassinetti. Il capoluogo ligure fu la sua seconda patria, da dove partiva per il suo intenso ministero di predicatore in Italia, Francia e Svizzera. Da Genova nel 1868 partì per il suo primo viaggio in Palestina e ne restò affascinato. Riscattò bimbi schiavi e collaborò con don Biaggio Verri nell'opera del riscatto delle morette. Nel 1872 viene mandato a Pigna, nell'entroterra ligure al confine con la Francia, dove diviene guida spirituale delle Figlie di Maria. Nel 1874 viene a sapere che don Antonio Belloni ha necessità di personale per il suo orfanotrofio di Betlemme. P. Giacinto ascolta questo appello e lo rilancia alla comunità parrocchiale. La proposta viene subito accolta da cinque giovani del paese, che nell'agosto 1876 partono per la Terra Santa. È il primo nucleo delle Figlie di Maria Missionarie, l'Istituto fondato da don Bianchi (oggi diffuso in tre continenti) che assume lo spirito e lo stile della Vergine per vivere il suo carisma missionario.
La fama di santità di don Giacinto si diffuse subito dopo la sua morte, tanto che all'inizio del 1915 uscì una sua prima biografia, Storia di un buon prete dei nostri giorni, scritta dal canonico genovese G. B. Revelli. Ma le difficoltà dei tempi, segnati dalle due guerre mondiali, fecero ritardare fino al 1949 l'apertura ufficiale del processo ordinario informativo presso la diocesi di Cremona: da questo momento è chiamato Servo di Dio. Questa fase diocesana fu piuttosto lunga, poiché terminò solo nel 1962. Nel 1974 la salma di don Giacinto fu traslata a Roma.
Il 17 maggio 1991 la Congregazione delle Cause dei Santi riconobbe la validità del processo canonico e nel maggio 1993 fu presentata la Positio, cioè il volume che contiene tutti gli elementi informativi e probativi sulla causa di santità di vita di don Giacinto Bianchi. Tutte le testimonianze, raccolte da persone che lo conobbero direttamente, concordano nell'affermare che don Giacinto Bianchi visse in modo autentico e profondo tutte le virtù cristiane, senza che nessun aspetto negativo o circostanza biasimevole le abbiano mai offuscate. Certamente le testimonianze non possono ricostruire integralmente tutti gli atti virtuosi della sua vita, ma confermano quale fosse il suo modo abituale di vivere, esercitare il sacerdozio e testimoniare la fede.
Con la promulgazione del decreto di venerabilità, il Santo Padre Benedetto XVI ha voluto pubblicamente riconoscere l'esemplarità di don Giacinto presentandolo come un fedele seguace di Cristo. La venerabilità è il primo passo importante verso la canonizzazione, ma resta ancora una certezza puramente umana, pur con tutto il prudente discernimento di cui è capace la Chiesa.
Per ottenere la desiderata beatificazione, è infatti necessario un miracolo canonicamente riconosciuto ed approvato. Sarà questo il segno evidente che il giudizio degli uomini ha trovato gradimento e conferma presso Dio. Tutti coloro che amano don Giacinto Bianchi possono ora, mediante la preghiera personale, chiedere la sua intercessione affinché con questo "segno dall'alto" Dio gli confermi la sua particolare "amicizia".

Suor Antonietta Papa e Sig. Fabrizio Fabrizi

| Acesse o site Santi beati: www.santiebeati.it/dettaglio/94467
 
 
 
     
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