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Facendo Memoria

Suor Assunta – il 04/09/07

“Completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo, in favore del suo corpo che è la Chiesa” Col. 1, 24.

In questi giorni di caldo intenso, soprattutto a Mazara non è stato facile, sr Clarice ci aveva avvisate delle difficili condizioni in cui si trovavano la maggior parte delle sorelle inferme e sr Assunta, il 04 settembre 2007 alle 06.50 ha raggiunto il Cristo che l’aveva un giorno chiamata a seguirLo più da vicino.
Da ormai lunghi dieci anni la chiama in modo particolare: Vieni! prendi parte con la tua sofferenza a quest'opera di salvezza del mondo, che si compie per mezzo della mia sofferenza! Per mezzo della mia Croce. E sr Assunta non si è tirata indietro! Ha accettato fino in fondo questa condizione umana, ha bevuto il calice della sofferenza fino all’ultima goccia.
Scrive Giovanni Paolo II nella Salvifici Doloris, 26 «La sofferenza certamente appartiene al mistero dell'uomo. Cristo non spiega in astratto le ragioni della sofferenza, ma prima di tutto dice: « Seguimi!» Man mano che l'uomo prende la sua croce, unendosi spiritualmente alla Croce di Cristo, si rivela davanti a lui il senso salvifico della sofferenza. L'uomo non scopre questo senso al suo livello umano, ma al livello della sofferenza di Cristo. Al tempo stesso, però, da questo livello di Cristo, quel senso salvifico della sofferenza scende a livello dell'uomo e diventa, in qualche modo, la sua risposta personale. E allora l'uomo trova nella sua sofferenza la pace interiore e perfino la gioia spirituale».
E’ stata battezzata con un nome molto originale: Itria. Sr Assunta Gallo è nata a Palazzolo di Acreide (Siracusa) il 26 novembre 1927 ed è entrata nell’Istituto il 18 gennaio 1950, ha professato il 19 dicembre 1951.
Sr assunta è rimasta il primo anno della professione come aiutante nel noviziato e l’anno seguente è trasferita in Francia nell’Istituto Stanislas. E’ ritornata in Italia a San Polo, per una anno e subito dopo di nuovo in Francia all’isola Saint-Honorat. Solo dopo 10 anni, nel 1955 e è trasferita a Roma alla “Casa del fanciullo”, a Mazara in seminario, a Sant’Ilario, a Massa e poi a Roma dove nel 1971 ha conseguito il diploma di insegnante nella scuola per l’infanzia.
In qualità di insegnante è stata chiamata a Vicovaro, a Villapasquali e a Mandela dove è nominata responsabile di comunità e confermata fino al 1988. Vicovaro, Massa e Partanna sono le ultime comunità prima di partire missionaria per la Repubblica Centrafricana.
C’era tutta la volontà di una donazione totale in questa terra lontana e travagliata, purtroppo è iniziata precocemente la malattia che lei stessa con lucidezza aveva intuito. E’ ritornata a Roma per un breve periodo di cura e poi a Mazara dove piano piano si è addormentata per risvegliarsi alla vita vera.
“Dopo che Dio stesso, sulla croce, ha incontrato la sofferenza, questa non è una realtà a lui estranea, ma viene a collocarsi al suo stesso interno; allora l’esperienza del soffrire può non costituire più un’obiezione nei confronti della realtà divina, bensì può diventare una via per incontrarla. …… Sullo sfondo della croce si intuisce che il dolore umano non è senza significato; la storia dell’uomo, con tutto il suo carico di sofferenza e di morte, è nelle mani di un Dio solidale. Sullo sfondo della croce nessuna sofferenza appare inutile, insensata…” Così la vita di sr Assunta, una creatura dolce, fragile, che inspirava tenerezza, gioia, pace profonda, serenità in chi con cuore aperto le si avvicinava.

 
 
 
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